La conversione religiosa e la svolta spirituale
La crisi esistenziale e l'incontro con la fede
Per Severini il dinamismo futurista, un tempo scintilla di entusiasmo, ora gli sembra vuoto. Aumenta il suo scetticismo verso la scienza, che non può spiegare ogni mistero insito nell'ordine della natura, e avverte più volte il desiderio di approfondire il sentimento dell'esistenza umana. È in questo clima che matura la sua conversione al cattolicesimo, avvenuta nel 1923, non come gesto simbolico, ma come svolta reale del pensiero e del cuore.



Il giovane sacerdote Gabriele Sarraute nel marzo 1923 celebra il matrimonio religioso dei coniugi Severini a Nanterre.
Jacques Maritain e la riscoperta del sacro
Fondamentale in questa transizione è l'incontro con il filosofo e teologo Jacques Maritain. Con lui, Severini scopre un cattolicesimo intellettuale, aperto alla modernità ma radicato nella verità eterna. Maritain lo guida verso una nuova iconografia: non più l'arte per l'occhio, ma per l'anima.

Jacques Maritain


Jacques Maritain nella casa di Meudon 1915. Dedica autografata da Gino e Jeanne

Gino e Jeanne Severini di fronte alla casa di Meudon. Alla finestra la mamma di Jeanne.
Verso il Groupe de Saint-Luc
Sulla scia di questa rinascita spirituale, Severini si avvicina al Groupe de Saint-Luc, un collettivo che coniuga arte e fede in un linguaggio moderno e popolare. Pur non aderendo formalmente, entra in sintonia con la missione del gruppo: portare la bellezza sacra al cuore delle comunità, con opere accessibili e profondamente simboliche.
I dissidi con Rosenberg, il suo rappresentante d'arte di Parigi, e gli sviluppi della vita artistica parigina spingono il pittore ad accettare la partecipazione al concorso per Semsales. Severini invia un bozzetto della Crocifissione per la facciata, da dipingersi su mattonelle in grès, e vince il concorso.

Famiglia Severini e Maritain di fronte alla Crocefissione, Friburgo

Léonce Rosenberg nella sua galleria accanto, tra gli altri, a un grande dipinto con i «Gladiatori» di Giorgio de Chirico, negli anni 1913-21


da La vita di un pittore