1. Le origini Italiane e la formazione a Roma

Le origini italiane e la formazione a Roma

Gino Severini

Contesto familiare e geografico

Nato nel 1883 nella piccola città toscana di Cortona, di origine etrusca, Gino Severini cresce in un'Italia ancora frammentata tra la nostalgia del passato e le promesse della modernità. Gino, figlio di un impiegato governativo e una sarta, seguiva quando poteva il nonno mastro muratore sui ponteggi. Il giovane Gino è attratto fin da subito da ciò che sfugge all'ordinario: i giochi della luce, i movimenti della folla, il ritmo dei treni che tagliano il paesaggio toscano.

Panorama di Cortona, xilografia 1893
Cartolina di Cortona
Il padre di Gino, Antonio Severini

Il padre di Gino, Antonio Severini

La madre di Gino, Settimina Severini

La madre di Gino, Settimina Severini

Arlecchini, 1954

Fin da ragazzo, Severini ama recitare e il teatro diventa per lui una prima palestra creativa. A Cortona, incontra un gruppo itinerante di attori che portano in scena Pulcinella e altre maschere della Commedia dell'Arte: figure vivaci che rimarranno nella sua memoria e riaffioreranno anni dopo nei suoi dipinti.

Porta Montanina, Cortona, inizi 900

Formazione e prime influenze artistiche

A Roma, dove si trasferisce giovanissimo, frequenta lezioni di anatomia, ma l'esperienza lo disgusta e decide di abbandonarle. Si iscrive alla Scuola Libera del Nudo e frequenta un'Accademia privata gratuita, dove incontra altri aspiranti artisti stranieri e benestanti ai quali vende piccoli quadri di paesaggi, racimolando qualche soldo per mantenersi. A permettergli di lavorare è anche la generosità del proprietario di una bottega di colori in via del Babuino, che presta tele e pigmenti a giovani pittori squattrinati.

Mappa di Roma, stazione Termini
Piazza del Popolo, Roma 1900
Roma, Via Nazionale, 1900

Si lega in sodalizio a Umberto Boccioni che, dotato di un fiuto speciale per il talento, fa conoscere a Severini il grande maestro del colore e del divisionismo Giacomo Balla, di cui Gino conserverà sempre una grande stima. La vita dell'artista nella capitale non è facile. A questo scopo chiederà aiuto a Mons. Passerini, cortonese residente a Roma, ottenendo per due anni una pensione di 50 lire al mese. In riconoscimento, Severini realizzò un piccolo ritratto su tavoletta di legno di Mons. Passerini (da una sua foto) e glielo regalò; ma a Passerini non piacque per nulla — diceva che sembrava un'insalata, «il confusionismo» — e pensava di aver sprecato i soldi. Glielo restituì decidendo anche di non sostenere più il povero Gino. Quel ritratto si trova oggi al Museo di Cortona, città in cui sorge anche il Palazzo Passerini. Gino, rimasto senza sostegni, parte per Parigi.

Umberto Boccioni

Umberto Boccioni

Giacomo Balla

Giacomo Balla

L'incontro con Umberto Boccioni, e soprattutto con Giacomo Balla, trasforma radicalmente il suo sguardo: non più l'imitazione della natura, ma la scomposizione del reale, il desiderio di catturare l'essenza dinamica del tempo e del movimento.

Vedute romane

Paesaggio a Villa Pamphilj Roma, 1902

Contrasti e stimoli della Roma del tempo

Roma è per lui una fucina ambivalente: classica nelle architetture ma moderna nei tram elettrici; silenziosa nelle basiliche, ma febbrile nei caffè artistici. Qui conosce artisti animati dal desiderio di rinnovare il linguaggio pittorico e decide, con altri colleghi anticonformisti, di partecipare a un'esposizione denominata «La mostra dei rifiutati» nel foyer del Teatro Drammatico Nazionale.

Panorama di Roma, 1900