Il periodo futurista e il ritorno all'ordine
Futurismo e dinamismo visivo
Nel 1910, Severini è tra i firmatari del Manifesto della Pittura Futurista. Per lui, dipingere non è più rappresentare, ma penetrare il movimento stesso delle cose. I suoi quadri diventano esplosioni controllate, dove la luce si frammenta in velocità e i corpi si dissolvono in traiettorie geometriche. È il tempo del dinamismo plastico, dell'ebbrezza per la città moderna, per i treni e le folle in marcia.




Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini di fronte al Le Figaro,
Parigi, 9/02/1912

Souvenirs de Voyage, 1911

Dynamic Hieroglyphic of the Bal Tabarin, 1912
L'esperienza della guerra e il cambiamento interiore
Tra il 1915 e il 1917, la vita privata e professionale di Severini è segnata da contrasti: la nascita della figlia Gina, la perdita prematura del figlio Tonio e l'orrore della guerra.

Ritratto della figlia Gina Severini
Maternità, 1916


Lancier italiens au galop, 1915

Cannoni in azione, 1917
Una pittura nuova: geometria, spiritualità, mestiere
Lo slancio futurista si arresta con la Prima Guerra Mondiale. Per Severini è un tempo di crisi e ripensamento: inizia un percorso di ricerca introspettiva. Studia la geometria, la prospettiva, i trattati rinascimentali. La sua pittura si fa più calma, più classica: è l'inizio del suo «ritorno all'ordine». In questi anni elabora una nuova visione dell'arte, basata sull'equilibrio tra forma e significato. Nascono i suoi scritti teorici, tra cui il fondamentale «Du Cubisme au Classicisme», dove rivendica il valore della disciplina e del mestiere.








da La vita di un pittore
