
La natura morta raffigurata nel soffitto del vano laterale del presbiterio ha un significato profondo. Presenta una serie di figure e un cartiglio con l'acronimo in lingua greca IXΘΓΣ che significa: "Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore". L'insieme raggruppa dei simboli cristiani: l'uva e il grano a significare il sacrificio eucaristico; la colomba come il segno dello Spirito Santo oppure come allusione all'innocenza del Cristo sacrificato sulla croce; il pesce appunto come simbolo largamente usato dai primi cristiani per alludere al Cristo salvatore.
È Cristo quindi il soggetto dell'allegoria qui rappresentata che viene arricchita dall'immagine del Sacro Cuore al centro che conferisce all'insieme un carattere particolare perché approfondisce il tema dell'amore del Cristo per gli uomini, sottolineato anche nella Cena dipinta nello stesso presbiterio, in cui Cristo è rappresentato nel duplice atto di indicare il calice e il proprio cuore.
Forma, colore,
spiritualità
Si tratta di una pittura dipinta per mezzo di un legante organico sopra uno strato preparatorio steso a pennello. Il fondo oro sottolinea il carattere di immagine sacra dedicata a Cristo. Gli elementi desunti dal mondo vegetale e animale sono realizzati secondo uno stile che riporta le forme naturali in un contesto geometrizzante proprio della militanza cubista e futurista di Severini.
L'osservazione al microscopio permette di vedere le crettature delle stesure nere del grano dipinte direttamente sul fondo oro.


La natura morta dipinta sotto la cantoria dell'organo posta all'ingresso della chiesa è citata come la prima natura morta cubista dipinta in una chiesa. Severini riproduce elementi a lui cari quali strumenti musicali, spartiti e fiori. Compaiono anche alcuni uccellini che rinvigoriscono l'allusione alla musica e al canto, due attività che avevano luogo nello spazio soprastante.



Forma, colore,
spiritualità
Si tratta di una pittura eseguita a tempera, cioè con l'utilizzo di un legante organico, sopra uno strato preparatorio bianco steso a pennello. Il disegno è stato trasferito sul supporto per mezzo dello spolvero che si intravede fra le stesure pittoriche.
La cornice mistilinea è forse un tentativo del pittore di adeguarsi al carattere barocco della chiesa, peraltro a lui poco confacente. Le forme non sono riprodotte in maniera naturalistica bensì in modo geometricamente sintetico e con campiture di colore ricorrente che ne fanno una composizione di grande impatto visivo.
Il fondo argenteo è ottenuto grazie a sottili foglie di alluminio, un materiale di nuova produzione che non incorreva nell'ossidazione a cui era sottoposta la più tradizionale foglia d'argento.

