
Lettura ravvicinata
di un'opera: La Trinità
Severini inizia lavorando nell'abside dipingendo la Trinità su un supporto in gesso già presente e non può che dipingere a tempera. Utilizza pigmenti legati con sostanze organiche come caseina. Il risultato è una superficie opaca mentre le altre pitture murali della chiesa, realizzate ad affresco, appaiono più brillanti.

Archivio Romana Severini, Roma
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Lo studio tecnico delle pitture murali a Semsales ha impiegato diverse tecniche di indagine partendo sempre da un accurato esame visivo. Tramite fotografia tecnica, in luce visibile (incidente e radente), ma anche con radiazioni infrarosse (IR) e ultraviolette (UV), sono state documentate alcune parti rappresentative di ognuna delle pitture murali esaminate. In luce radente si mettono in evidenza dettagli tecnici come le giornate e le incisioni, mentre con immagini di infrarosso riflesso è possibile rivelare disegni preparatori nascosti e il comportamento ottico diverso di questi pigmenti. Le immagini in falso colore, ottenute combinando le immagini nel visibile e nell'IR, hanno aiutato a distinguere i pigmenti in modo più preciso, fornendo informazioni utili per le indagini successive servite a identificare i materiali pittorici. La luminescenza indotta da UV ha permesso di individuare presenza di pigmenti luminescenti, sia usati da Severini che aggiunti durante restauri successivi.
Forma, Colore
e Spiritualità
L'iconografia classica della Trinità, visibile nei primi schizzi, evolve nelle tre figure identiche, sedute su un unico trono e caratterizzate da simboli, il Globo, la Croce e la Colomba, che permettono di distinguere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa rappresentazione della Trinità rischiò di essere distrutta perché considerata ambigua nei confronti della chiarezza del dogma.

Archivio Romana Severini, Taccuino II
"Esperienze pitture. Su rabitz 1 mano di latte scremato appena tinto di ocra giallo. Per non lasciare intervalli 1 mano di bianco Radifixe – oppure una mano di bianco fixe"
"Sopra un muro preparato al gesso e incollato al latte, i toni appariscono sempre un tono o ½ tono più scuri, e un po' più freddi. Questo qualunque sia la luce delle finestre limitrofe e in via generale - quando un tono è secco e che si ritocca all'indomani con lo stesso tono, questo ritocco apparisce il più spesso ½ tono circa più chiaro. Provvedere in conseguenza ammesso che non si giudichi opportuno di tirar partito di questa differenza per avere una leggera modulazione del tono"
